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3 livelli di applicazione del margine di contribuzione

L’aggiornamento è un fattore decisivo per trasformare un qualunque imprenditore in un imprenditore di successo.

Saper mettere in atto le nozioni acquisite è il passo necessario – e forse il più faticoso – per iniziare un percorso di rinnovamento.

Conoscere il mercato, studiare i concorrenti, pianificare un buon intervento marketing, scegliere le materie prime più adatte alla propria produzione.

I dettagli da tenere sotto controllo per ottimizzare il proprio prodotto sono molteplici, ecco perché impostare una buona pianificazione strategica, che sia smart e, al tempo stesso, completa è una mossa vincente che permette di risparmiare tempo, risorse e fatica.

Il margine di contribuzione è uno degli elementi indispensabili da analizzare in fase di pianificazione strategica.

Conoscere le potenzialità del proprio prodotto, avere sotto controllo le risorse necessarie da investire e che se ne ricaveranno è il fulcro dell’operazione.

In una sintesi perfetta si può dire che: l’analisi finanziaria, permette di ottimizzare tempi e denari necessari.

Se da un lato si mettono in atto strategie mentali, dall’altro è necessario avere una visione imparziale della propria attività.

Le emozioni positive ti aiutano a guidare la tua vita con un’energia diversa e sono la chiave per iniziare a perseverare in un progetto.

Napoleon Hill

Il primo livello.

L’analisi finanziaria attraverso il margine di contribuzione si snoda su tre livelli.

Il primo livello si concentra sul calcolo del margine di contribuzione per prodotto o per cliente.

Sapere il valore preciso che si può ricavare da un prodotto o servizio che ci permetterà di coprire i costi fissi è il primo passo per verificare la capacità produttiva che si avrà con il prodotto o servizio preso in considerazione.

La formula da applicare è:

Ricavi – Costo variabile = margine di contribuzione

Nel caso in cui si stia cercando il margine di contribuzione di un prodotto è necessario detrarre dai ricavi i costi variabili riferiti al prodotto, diversamente se l’interesse è focalizzato su di un cliente, i costi variabili da considerare saranno riferiti al cliente.

Al termine della procedura, si avrà un’idea più netta di quali sono i prodotti che offrono un maggior margine di guadagno piuttosto che quali clienti offrono un potenziale maggiore.

Il secondo livello

Superato il primo livello è necessario approfondire un altro aspetto del risultato ottenuto.

Non è sempre detto che il prodotto o il cliente che offre un margine più alto sia l’unico elemento su cui puntare. 

Riuscire a creare termini di paragone con i risultati ottenuti permette di capire se effettivamente il risultato sia positivo o se si tratta di un falso positivo.

Potrebbe essere che un prodotto mi fornisca un margine di contribuzione alto, ma che per la produzione io debba impiegare una forza lavoro molto numerosa con i rischi di impegnare risorse economiche importanti.

L’obiettivo dell’imprenditore, soprattutto quando ha dei dipendenti, è quello di massimizzare le ore di lavoro di tutti i componenti della catena produttiva.

Il secondo livello di analisi permette di verificare quanto margine di contribuzione viene generato in un’ora ipotetica di lavoro.

La formula da applicare è:

(Ricavi – costi variabili) / ore lavoro = Margine di Contribuzione oraria

Il risultato permetterà di individuare quanto guadagno viene generato in un’ora.

È a questo punto che si potranno mettere a confronto diversi clienti e diversi prodotti.

Avere un termine di paragone è un fattore fondamentale per permettere all’analisi finanziaria di essere reale e non approssimativa.

Il terzo livello.

L’ultimo passaggio chiude il cerchio dell’analisi finanziaria attraverso il margine di contribuzione.

La preferenza verso un cliente piuttosto che un prodotto dev’essere dettata anche dal costo orario di struttura, ossia dalla capacità produttiva dell’azienda.


Il terzo livello fornisce una consapevolezza di produzione.

La formula da applicare è:

Costi fissi / Ore di produzione necessarie = Costo orario di struttura

Il risultato si evidenzia come limite insuperabile ed è importante conoscerlo perché se la capacità produttiva fosse satura si potrebbero garantire le commesse solo per i clienti che generano un margine di contribuzione oraria che vada a coprire completamente i costi fissi.

Un’altra visione del terzo livello permette di offrire delle scontistiche; infatti, la capacità di personalizzare una linea di produzione piuttosto che un servizio dovrebbe nascere dopo aver definito i tre livelli del margine di contribuzione, solo in questo caso è possibile mantenere intatta un’azienda solida senza rischiare di sprecare risorse finanziarie utili.

Ricomincia dalle operazioni

I tre livelli del margine di contribuzione ti permettono di evolverti e di avere sempre sotto controllo i costi aziendali e le capacità produttive della tua azienda.

Scegliere di affrontare nuovi clienti, magari abbandonando quelli che ti generano un margine di contribuzione troppo basso potrebbe essere la soluzione perfetta che ti permetterà di fare la svolta e diventare il leader della tua nicchia di mercato.

Seguire una buona pianificazione strategica che tiene in considerazione anche questo fattore è una scelta fondamentale per costruire un’azienda solida o per affrontare un ampliamento.

Se il margine di contribuzione è calcolabile anche di per se stesso, per impostare una pianificazione strategica di successo e consolidata è necessario affidarsi a esperti del settore.

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Al tuo business,

Mauro Manfredi