Your SEO optimized title page contents

Legge di Pareto. L’ennesima teoria salva tempo. Ma funziona davvero?

Photo credit: Isaac Smith from  Unsplash.com

Photo credit: Isaac Smith from Unsplash.com

Attività di coaching e formazione aziendale, corsi per ottimizzare il tempo, tutte soluzioni che promettono fatturati quintuplicati.

Funzionano davvero o sono solo aria fritta?

La Legge di Pareto rappresenta la risposta a molti dubbi che alcuni imprenditori con un occhio di riguardo verso il futuro riescono a cogliere.

Tuttavia, non esiste una risposta certa e ovvia.

Il percorso che si sceglie di affrontare può rivelarsi ricco di ostacoli, ma in quanto tale porta sempre a una soluzione, il trucco sta nel cogliere le occasioni che si presentano e riuscire a metterle in atto.

Se ogni premessa è d’obbligo, riconoscere un’occasione non è altrettanto scontato.

Le basi

Il Principio di Pareto recita che l’80% di ciò che si ottiene dal proprio business è dovuto al restante 20% di ciò che si è fatto.

Per dirlo in altre parole: “ La maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause”.

Seguendo questo ideale è chiaro perché per diventare un imprenditore innovativo è necessario imparare a ottimizzare tempo e risorse.

Anche il mercato dimostra che la Legge di Pareto ha solide fondamenta: l’80% della ricchezza mondiale è detenuto dal 20% della popolazione stessa.

La conseguenza diretta che deriva dalla teoria (e vista in una maniera semplicistica) riporta che il 20% di quello che fai lo devi fare bene, per ottenere in cambio l’80% dei risultati.

Concentrarsi su una piccola percentuale permette di rifinire al meglio il lavoro svolto e dimostra come delineare alla perfezione ciò che è necessario permette di ottenere in cambio risultati moltiplicati.

Faccio il 20 e ottengo ANCHE l’80.

I primi approcci evidenti di quanto sia funzionale e significativo avvicinarsi a questa teoria è dato dal successo ottenuto dalla Apple.

La Apple, per esempio, ha condotto uno studio in cui dimostra che il 20% dei prodotti che propone sul mercato rappresentano l’80% del fatturato azienda.

Riuscire a mettere in atto questa teoria è un buon passo avanti per definire strategie di business capaci di incrementare utile e fatturato aziendale.

Input e output

Il Principio di Pareto dimostra che la correlazione di causa ed effetto è relazionata da un rapporto 80/20.

L’80% dei risultati è garantito dal 20% delle cause, così come il 20% dei clienti genera l’80% dei ricavi.

La relazione può essere applicata in qualsiasi settore.

Spesso, capita che il rapporto sia di diversa natura e diversi studi dimostrano che più le variabili si allontanano e più il rischio aziendale è alto.

Avere un rapporto 99 a 1 risulta essere estremamente rischioso. Se da un lato l’1% rappresenta il minimo sforzo, dall’altro si deduce che qualsiasi cosa andrà storta con quel prodotto/cliente conduce a un fallimento inevitabile.

Lavorare il minimo garantito non significa vivere in perenne rischio.

Il rapporto 80/20 si dimostra il più vicino possibile nei case study analizzati, in tutti i casi si nota che il rapporto ottimale riconduce al minino sforzo per ottenere il massimo risultato.

Tra i vari dati da analizzare prima di introdurre un nuovo prodotto nella filiera produttiva dell’azienda è necessario valutare se la novità porterà uno squilibrio nell’organizzazione aziendale.

Analizzare l’andamento aziendale secondo la Legge di Pareto si rivela una scelta strategica capace di garantire risultati soddisfacenti senza perdere l’equilibrio creato in fatto di ottimizzazione del tempo e delle risorse monetarie e umane.

Nella pratica

Se da un lato appare ovvio che l’azienda preferisce clienti che generano un margine di guadagno più alto, dall’altro è necessario tenere sotto controllo le risorse che vengono impiegate, perché a fronte di un alto fatturato non è detto che vi sia un utile altrettanto gratificante.

Offrire un numero elevato di prodotti o di servizi non è una scelta saggia perché non permette di approfondire a dovere le tematiche di ogni prodotto e servizio e si rischia di offrire un risultato scadente.

Studi economici hanno dimostrato che una libreria X mantiene attiva la propria attività grazie al 20% dei libri che vende.

Dovrebbe eliminare l’80%? Assolutamente NO!

Infatti, mantenendo un’ampia offerta riesce a soddisfare tutto il pubblico, nonostante, la continuità dell’attività sia garantita da un numero ridotto dei titoli proposti.

Semplificare e focalizzarsi sulla gamma di prodotti e servizi offerti è il primo passo per ottenere risultati ottimali.

Incrementare i prodotti e servizi pensando che si potranno raggiungere più target potrebbe non essere la soluzione corretta.

Gli economisti potrebbero considerarlo un vero e proprio suicidio aziendale, perché scostandosi dalla Legge di Pareto si rischia di rompere gli equilibri aziendali anche più solidi.

Studiando la tipologia di clienti si potrà verificare se la Legge di Pareto è rispettata, osare significa provare a variare il rapporto senza però rischiare il fallimento.

Incrementare i prodotti e servizi offerti senza cognizione di causa si dimostra un fallimento in partenza perché non rispetta alcun requisito.

Scegliere di produrre un prodotto perché è la moda del momento, ad esempio, è un’idea bizzarra che può essere applicata solo se l’azienda è solida e deve la sua presenza sul mercato ad altri fattori.

Passata la moda finisce il business, perché si è puntato al 100 % sul singolo prodotto.

Se invece il prodotto viene inserito in una filiera pre-esistente e funzionante, allora il discorso cambia, e lo fa notevolmente.

Apple insegna.

Un altro aspetto che la Legge di Pareto porta alla luce è quello dell’efficacia di un prodotto.

Analizzare i feedback, il ritorno economico e l’impiego in fatto di risorse umane che la produzione di un prodotto o servizio richiede, permette di verificare se, nel corso del processo, si può intervenire ottimizzando tempi e modi e di conseguenza migliorando il rapporto input/output.

Da dove si comincia

Ancora una volta, come avviene con altre teorie è necessario partire dalle priorità.

Identifica il 20% dei dati fondamentali che ti consentono di monitorare il restante 80% della filiera produttiva.

Cerca di ottimizzare tempi e modi seguendo la strategia aziendale delineata nel Business Model Canvas o nel Lean Canvas.

Applica la nuova strategia migliorata e imponiti un periodo di prova.

Al termine verifica i risultati e apporta tutte le migliorie possibili.

La pianificazione strategica, attraverso un processo di validazione a mercato, è uno dei fulcri più importanti di un’attività di successo.

* * *

Ora, se, come spiegato nell'articolo, desideri comprendere come e quali dati analizzare per ottenere il massimo dei risultati riducendo gli sprechi di tempo e denaro, prenota ora la tua consulenza gratuita di 1 ora con me.

In conclusione, come sempre, se ritieni utile questo contenuto, condividilo con chi pensi che ne possa trarre, come te, beneficio.

Al tuo business,

Mauro Manfredi